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Federazione Russa

INFORMAZIONI GENERALI



Coordinate geografiche
Si estende nell’Europa nord-orientale e su tutta l’Asia settentrionale.

Superficie
17.075.400 Km² (corrispondente al 75% circa del territorio dell’ex Unione Sovietica).

Capitale
Mosca (10.102.000 abitanti.

Altre città principali
San Pietroburgo (4.669.000 ab.); Novosibirsk (1.426.000 ab.); Nizhny Novgorod (1.311.000 ab.); Yekaterinburg (1.293.000 ab.)

Popolazione
142,8 milioni di abitanti (anno 2005); la maggior parte della popolazione è concentrata nella parte europea del Paese, corrispondente a circa metà della superficie complessiva della Federazione Russa.

Lingua
La lingua ufficiale del Paese è il russo; tuttavia, la Costituzione federale riconosce alle Repubbliche il diritto di utilizzare le proprie lingue accanto a quella ufficiale. Infatti esistono numerosi gruppi linguistici: indo-europeo; ungro-finnico; turco-mongolo; gruppo caucasico. Le lingue e i dialetti sono oltre 150, quelle insegnate nelle scuole sono 10. Per le attività economico-commerciali viene utilizzato anche l’inglese.

Principali indicatori economici
Indicatore PIL 2008a 2009a 2010b 2011b
PIL nominale in (milioni di US$) 1.667,6 1.230,6 1.585,2 1.729,1
PIL nominale (milioni di RUB) 41.445 39.064 47.557 52.739
Crescita reale del PIL (%) 5,6 -7,9 4,2 4,0
Spesa sul PIL (% reale)
Consumi privati 10,7 -7,6 3,8 4,1
Consumi pubblici 2,9 2,0 2,0 2,5
Investimenti lordi fissi 10,4 -15,7 4,0 8,0
Export di beni e servizi 0,6 -4,7 4,7 4,6
Import di beni e servizi 15,2 -30,4 15,8 9,5
Origine del PIL (% reale)
Agricoltura 6,2 0,4 -7,5 1,0
Industria 2,4 -13,1 7,0 4,5
Servizi 8,2 -5,1 4,1 4,0
Demografia e reddito
Popolazione (mln) 142,3 141,9 141,7 141,5
PIL pro-capite (US$ a PPA) 15.963 14.867 15.684 16.576
Tasso di disoccupazione (media %) 6,4 8,4 7,9 7,5
Indicatori fiscali (% del PIL)
Entrate del settore statale 22,4 18,8 18,4 18,7
Spese del settore statale 18,3 24,7 23,2 22,6
Saldo del bilancio statale 4,1 -5,9 -4,8 -3,9
Debito pubblico 6,5 8,3 9,5 11,6
Prezzi e indicatori finanziari
Tasso di cambio RUB - US$ (media) 24,85 31,74 30,00 30,50
Tasso di cambio RUB - € (fine periodo) 36,53 44,21 38,76 36,30
Tasso d’inflazione (media; %) 14,1 11,7 6,7 7,8
Tasso di interesse sui prestiti (media; %) 12,2 15,3 11,5 11,0
Partite correnti (US$ mln)
Bilancia commerciale 179.742 111.585 139.372 133.965
Merci: export fob 471.603 303.388 376.707 393.353
Merci: import fob -291.861 -191.803 -237.335 -259.389
Bilancia dei servizi -24.313 -19.875 -20.103 -22.589
Bilancia dei redditi -48.943 -40.235 -47.795 -52.095
Saldo del conto dei trasferimenti -2.765 -2.503 -2.628 -2.703
Saldo delle partite correnti 103.722 48.971 68.846 56.578
Riserve internazionali (US$ mln)
Totale delle Riserve internazionali 426.283 439.447 496.554 529.428
a Attuale. b Stime Economist Intelligence Unit. c Previsioni Economist Intelligence Unit
Fonte: IMF, International Financial Statistics.

Religioni
Cristiana (in prevalenza ortodossa) con minoranze musulmane, buddiste, ebraiche.

Moneta
La media mensile del tasso di cambio relativa a novembre 2010 è di 42.336 RUB per 1 Euro.

Prospettive future
Il ritorno alla crescita nel 2010 è stato sostenuto da larghi stimoli fiscali, dalla ripresa della domanda esterna, oltre a tassi di interesse più bassi. Al contrario di molti altri paesi, il ritorno alla crescita è svincolato dalla necessità di far scendere il grande volume di indebitamento delle famiglie, supportando così il recupero dei consumi privati.
Secondo una stima preliminare da parte dello Stato federale Statistics Service (RosStat), il PIL reale è cresciuto del 5,2% su base annua nel secondo trimestre del 2010, sostanzialmente in linea con le attese e un significativo incremento dal 3,1% (rivisto dall'iniziale +2,9%) rispetto al primo trimestre.
I dati di luglio-agosto suggeriscono un rallentamento notevole delle attività in tutta l'economia, in parte associati alla siccità estiva e all'impatto degli incendi. Ci sono anche segni che la domanda estera stia perdendo slancio: la crescita nel secondo trimestre sembra essere stata guidata da recupero della domanda interna, sia in termini di consumi delle famiglie che di investimenti fissi, mentre la crescita delle esportazioni è anch’essa rallentata. Alla luce dei più recenti dati economici, sono state abbassate le previsioni di crescita del Pil reale per il 2010 al 4,2% dal 4,5% iniziale.
Le prospettive del paese sono influenzate dal fatto che la ripresa globale rimane fragile e incerta. La crescita russa non riceverà un grande impulso dall’economia esterna, data la crescita lenta del mondo ed in particolare dell’UE fino al 2014.
Le prospettive di crescita continueranno a dipendere dai prezzi mondiali delle materie prime , in particolare del petrolio e del gas.
In tal senso le previsioni per i prezzi internazionali del petrolio sono favorevoli al paese. La crescita media del Pil è prevista ad oltre il 4% all'anno nell’arco del 2011-14, ma si rimane ben al di sotto dei tassi raggiunti prima del 2009. Diversi sono i fattori che limitano la crescita a medio termine.
Innanzitutto la crescita della produzione nel settore energetico sarà ancora lenta, con le aziende petrolifere che lottano per aumentare la produzione dei giacimenti esistenti impoveriti e pertanto il recupero diventa più difficile. Altri ostacoli alla crescita più rapida sono rappresentati da un sistema bancario debole, dalla dipendenza elevata e crescente dell'economia verso i settori delle risorse naturali, dall’insicurezza nei diritti di proprietà e dalle interferenze burocratiche.
Recenti prove confermano che le imprese russe sono in media poco ben gestite. La crescita a medio termine sarà limitata dalla bassissima offerta di imprenditorialità.

Il rafforzamento del rublo, i bassi prezzi delle importazioni ed un rallentamento della domanda hanno alimentato la disinflazione. Il tasso di crescita su base annua dei prezzi al consumo è sceso a un nuovo record basso pari al 5,5% in luglio. Tuttavia, l'inflazione segnalata ad agosto è salita del 6,1% su base annua, in quanto l'impatto della siccità e degli incendi ha fatto risalire i prezzi dei generi alimentari.
Nonostante il divieto fino alla fine del 2010 sulle esportazioni di grano, i prezzi alimentari sono attesi sempre elevati nel 2011. Rimane sottinteso che la pressione inflazionistica sta salendo anche per l’effetto differito di politiche monetarie e fiscali deboli. I prezzi leggermente più bassi del petrolio nel 2011 contribuiranno a contenere le pressioni inflazionistiche per quell'anno.
In aggiunta, il governo ha deciso di aumentare i prezzi regolamentati dei monopoli delle risorse naturali nel 2011, ma meno di quanto inizialmente previsto.
La disinflazione per gli anni 2012-14 sarà probabilmente molto lenta a causa dell’aumento della domanda e ulteriori adeguamenti dei prezzi regolamentati.
La forte crescita dei salari nominali ha portato la crescita media del salario reale ad una doppia cifra di crescita negli ultimi dieci anni.

Secondo le stime della RCB, ad agosto 2010 il REER è stato del 9,1% più forte rispetto alla fine del 2009 e ora è vicino alla valutazione che aveva alla vigilia della crisi nella seconda metà del 2008.
La RCB è impegnata nella sua politica monetaria a perseguire obiettivi di controllo dell’inflazione (e quindi permettendo al rublo di fluttuare).
Tuttavia, è improbabile che ciò sia l’obiettivo principale durante il periodo di previsione, visto che il prevenire un apprezzamento eccessivo del rublo sarà l’ obiettivo centrale.

Due terzi delle entrate dalle esportazioni della Russia provengono dal petrolio e dal gas; altre materie prime e manufatti di base (come legname, metalli e prodotti chimici) rappresentano la gran parte delle voci restanti.
La crescita dell’import, scesa nel 2009, è stata di nuovo positiva nel 2010 in quanto l’economia e la domanda interna hanno recuperato.
Sebbene l’apprezzamento reale del rublo è stato temporaneamente invertito nel 2009, esso si è di nuovo riacceso e una grande quota del consumo interno continuerà ad andare in importazioni che diventeranno più economiche.

Nonostante i problemi dell'ambiente business, le ampie opportunità di mercato hanno portato a grandi afflussi di investimenti diretti esteri (IDE) in questi ultimi anni. Tuttavia, le strette condizioni del credito e il rallentamento sia in Russia che nelle economie occidentali stanno avendo un impatto negativo su tali flussi. La crescita degli afflussi di IDE è rallentata nella prima metà del biennio 2009-10, e anche nel 2013 lo stock di IDE sarà ancora pari a solo circa il 25% del PIL.
Il rating del contesto imprenditoriale della Russia, a 5,59 nel quinquennio 2009-13, si è deteriorato leggermente rispetto al 2004-08, soprattutto a causa dell'impatto della crisi finanziaria ed economica, in particolare sulle opportunità di mercato della Russia e riguardo al contesto macroeconomico. Anche se il proprio rank regionale rimane immutato, la Russia scivola dal 58° al 61° posto nella classifica mondiale°.

Interscambio Italia - Federazione Russa (val. in EUR)
Trend 2007 2008 2009
Esportazioni 6.075.442.263 7.625.078.217 9.578.552.996
Importazioni 11.703.550.480 13.591.844.191 14.354.139.403
Saldo -5.628.108.217 -5.966.765.974 -4.775.586.407
Fonte: dati Istat Gen-Dic 2007 (agg. novembre 2007)